Giù con i trattini

 

Non ho mai pensato di avere un “trattino”, ne meno due, e prima di une delle classe che prendo questo semestre, non ho propio pensato su questo concetto come  un concetto di “trattino”.  Finora tan solo pensavo che sono nata equadoregna con ascendenza italiana, sono cresciuta in Ecuador fino alle 16 anni, e nel 2004 i miei parenti ci hanno portati algi Stati Uniti; dico “ci hanno portati” perche i miemi fratelli ed io non volevamo venire a questa terra strana.  Tredici anni dopo, comunque, la terra strana è quella che abbiamo lasciato; non conosco le strade, non riconosco la cità.  Il mio spagnolo è spruzzato con un accento americano, il mio inglese invece con quello equadoregno, e l’italiano lo sto ancora svillupando.  La cosa più strana però, e che oggi non mi sento ne equadoregna, ne americana, e ne meno italiana.  Semplicemente essisto in una realità miscelata di tre culture diverse: equadoregna, americana e italiana; l’ultima però è la più recente.  Non ho proprio una identita nazionale, e le lingue che parlo sono pure “standard”; non ho ne meno il dialetto equadoregno.  Ma se devo pensare a un trattino, direi che ho due trattini, ma poi mi chiedo, perchè trattini? Personalemente penso invece in un concetto di diffusione, dove le tre culture si mischiano ogni tanto, trovando un balance tra di loro, e io mi reinvento.  Comunque sono nata in Ecuador, cresciuta in USA e il mio cuore appartiene all’Italia.

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